Avere dolore sotto la pianta del piede o vicino al tallone, è una condizione dolorosa abbastanza frequente e si calcola che almeno 1 italiano su 3 nel corso della vita vada incontro a questo tipo di problema.

Di cosa si tratta?
Molte volte la causa di questo dolore è dovuta ad una infiammazione della fascia plantare oppure alla presenza di una spina calcaneare.
Spesso queste due condizioni sono presenti insieme anche se, a livello scientifico, non è stata trovata una correlazione tra le due problematiche e addirittura scarsa correlazione tra presenza di spina calcaneare e dolore.

Si tratta comunque di un disturbo molto fastidioso, che riduce particolarmente la qualità di vita del paziente, non potendo camminare bene e, nei casi più gravi, non permette nemmeno di stare in piedi.

Sapevi che i pazienti che non ricorrono a nessun tipo di cura, possono soffrire di dolore alla pianta del piede anche fino a 10anni?
Puoi ridurre questi tempi iniziando la cura adatta il prima possibile.

Come si riconosce un problema alla fascia plantare?

Uno specialista attraverso una corretta anamnesi e l’esecuzione di test di valutazione specifici, individua subito il problema.
Inoltre, presso la nostra struttura, i fisioterapisti hanno anche la possibilità di effettuare la fisioterapia ecoguidata attraverso l’utilizzo dell’ecografo che ci permette di migliorare l’accuratezza diagnostica, potendo così andare a valutare non solo la funzionalità del tendine e dei muscoli ma anche la qualità strutturale dello stesso.

Secondo diversi studi pubblicati in letteratura, uno spessore della fascia plantare superiore ai 3,5mm predispone maggiormente allo sviluppo di una condizione dolorosa sulla pianta del piede.

Dopo aver fatto un’adeguata valutazione fisioterapica si procede sempre con un trattamento personalizzato e specifico per ogni paziente.

Vi presentiamo il caso di una nostra paziente con dolore al piede da più di un anno.

fascite ecografia prima

Durante la prima valutazione tramite FEG (fisioterapia ecoguidata), la fascia plantare risulta molto ispessita e la qualità del tendine non è ottimale perché abbiamo notato la presenza di zone ipoecogene (aree più scure) che ci indicano che all’interno di quella porzione di fascia ci sono stati dei processi infiammatori che hanno cambiato il tendine strutturalmente.

Nella prima fase del trattamento, considerata la sintomatologia della paziente, abbiamo deciso di utilizzare le onde d’urto per il trattamento della fascia plantare, dei muscoli del piede e della gamba per ridurre l’infiammazione e migliorare l’elasticità muscolare.

Successivamente si è passati alla fase di rieducazione tramite l’utilizzo dell’esercizio terapeutico che è fondamentale per indurre dei cambiamenti strutturali al tendine, continuare a ridurre il dolore e soprattutto mantenere i risultati a lungo termine.

esercizio fascite

Gli esercizi che vengono svolti sono mirati al miglioramento della mobilità e della forza degli arti inferiori, ci aiutano a rielasticizzare la fascia plantare e a renderla più forte insieme ai muscoli intrinseci del piede.

Tutti i movimenti devono essere svolti sotto la supervisione di un fisioterapista esperto perché la gestione del dolore tramite un’esposizione graduale al carico è fondamentale per ottenere un risultato migliore.

In questo percorso, secondo gli studi pubblicati in letteratura, abbiamo bisogno di almeno 12 settimane per migliorare la qualità del tendine e per poter indurre dei cambiamenti strutturali duraturi nel tempo.

fascite ecografia dopoDopo circa due mesi di trattamento, rivalutando la nostra paziente ecograficamente, possiamo vedere nel video come grazie al lavoro eseguito e agli esercizi svolti, la fascia plantare risulta essere più assottigliata di 1mm (invece di 5,3 mm ora risulta di 4,3 mm) e in più si può notare che anche la struttura interna è migliorata con una riduzione delle aree ipoecogene.

È un ottimo risultato perché, nonostante siamo ancora a metà del nostro percorso, continuando con il trattamento, la fascia continuerà ancora a migliorare. La paziente già ha migliorato la funzionalità del piede, finalmente riesce a camminare meglio e a svolgere le sue normali attività quotidiane poiché si è ridotto il suo dolore.

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